BARI

“Se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari“

Bari ha una tradizione di mercanti e imprenditori ed è sempre stata un centro di scambi commerciali, politici e culturali con il Medio Oriente. Il suo porto è il più grande scalo italiano per le navi passeggeri sul Mare Adriatico. La Fiera del Levante, leader in Italia, si tiene a Bari dal 1930.

La città è anche nota come luogo di riposo delle reliquie di San Nicola. Questo fa di Bari e della sua basilica un centro privilegiato per la Chiesa ortodossa occidentale, nonché un importante centro di comunicazione extraconfessionale tra ortodossi e cattolici.

lungomare di notte a bari

Dove si trova Bari?

La città si affaccia sul Mare Adriatico fra i comuni di Giovinazzo, a nord, e Mola di Bari, a sud per una lunghezza territoriale e comunale di circa 42 chilometri

L’area cittadina è al centro del Bacino di Bari, una vasta area di pianure e avvallamenti. Tuttavia, nel centro si estende per diversi chilometri verso l’interno fino ai comuni di Capruso, Torrigiano, Bitritto, Modugno e Bitonto, dove si unisce alla prima pendenza del fiume Murge. Si trova tra 0 e 131 m sul livello del mare. Il Municipio è situato in via Vittorio Emanuele, la strada principale della città, con vista sul Teatro Margherita a est e sul mare, a 5 metri di altezza.

La conformazione della città viene spesso descritta come un’aquila con le ali spiegate, la cui testa è la piccola penisola sulla quale è sorto il primo nucleo urbano, Bari Vecchia; conformazione che si volle dare all’agglomerato e al territorio comunale soprattutto in epoca fascista.

Cosa Vedere a Bari?

cripta della basilica di san nicola

La città è ricca di storia, che ha contribuito a donarle, nel corso dei secoli, un notevole patrimonio culturale, essenzialmente di tipo architettonico, che dagli anni 2000 è in costante riscoperta e valorizzazione, si ricordano principalmente la grande Basilica o la Cattedrale di San Sabino, i tre principali teatri della città, il Piccinni, primo per costruzione, il Petruzzelli, primo per importanza, e il Margherita, che è stato costruito sul mare per gli accordi tra la famiglia proprietaria del Petruzzelli e il Comune di Bari, ma anche i due stadi, il San Nicola, edificato per i Mondiali di Italia ’90, e l’Arena della Vittoria, edificata nel 1934 come primo vero stadio di Bari e che ha ospitato fino al 1990 le partite del Bari, simboli di due ere differenti del XX secolo, quella fascista e quella del Boom Economico. Unitamente a questo sono presenti altre importanti architetture:

Cosa mangiare a Bari? Dove mangiare a Bari?

teglia di focaccia barese

La focaccia BARESE

La focaccia barese è una squisitezza…

Soffice, unta al punto giusto (anche un po’ di più!), ricoperta di pomodorini freschi, olive e origano: è irresistibile.

Puoi mangiarla a pranzo, come merenda o come spuntino a metà mattinata: non c’è un orario preciso per gustare questa bontà… è sempre il momento giusto per farlo!

Il panzerotto fritto

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Mezzelune di pasta ripiene di pomodoro e mozzarella (nella versione classica) e fritte in olio bollente.

Per alcuni possono essere un vero e proprio pranzo… per molti altri uno spuntino goloso prima di provare le altre bontà della città!

Le popizze baresi

In molte altre parti della Puglia prendono il nome di pettole, le popizze baresi sono delle frittelle tonde di pasta lievitata.

Si possono gustare da sole, oppure possono accompagnare salumi, formaggi e verdure sottolio e sottaceto come antipasto vero e proprio.

Nel periodo natalizio si mangiano anche nella versione dolce ricoperte di zucchero.

Il pesce crudo

In una città di mare come Bari vuoi che manchi il pesce?

Tra gli street food del capoluogo pugliese, il pesce crudo è un vero e proprio must: ricci, cozze, calamari, polpi e seppie sono i protagonisti del cibo di strada della città e vengono venduti appena pescati per goderne il vero sapore di mare.

Orecchiette con cime rapa
Le Orecchiette con le Cime di Rapa conosciute in tutto il mondo: sono un piatto tipico della Puglia. Grazie anche al tormentone, che negli anni il celebre Lino Banfi, ha diffuso con costanza in diversi film e trasmissioni televisive; dove a volte si è improvvisato anche come cuoco.

Anche se questo è un piatto fatto in tutta la Puglia, a Bari ci attribuiscono la nascita vera e propria, come simbolo della tradizione e dell’autenticità di un territorio.

Patate riso e cozze
Si dice che, San Nicola è amante dei forestieri, non è un caso; proprio per intendere che da noi il forestiero si integra con il locale. Questo per lo scambio multiculturale, la curiosità per culture diverse, l’accoglienza, le tradizioni; sono tutte caratteristiche di una città che, oggi può dirsi multietnica, così come le grandi capitali del mondo.

Ma su come si prepara la tièdd di patate riso e cozze, non si ammettono errori ne contaminazioni. La tièdd è un vanto e tradizione della cucina barese.

Spaghetti all’assassina
Alla pari di altri piatti tipici, questo è uno dei simboli di Bari, ecco come prepararli rispettando rigorosamente la tradizione.

La ricetta consiste in: Spaghetti, passata di pomodoro, concentrato di pomodoro, olio, aglio e zucchero e per finire peperoncino. Il procedimento parte dallo spaghetto secco, reidratato secondo la tecnica della risottatura, a fuoco molto forte, ed eseguire una vera e propria caramellatura. Il tutto da cuocere in una padella antiaderente, anche se la tradizione vuole che si faccia cuocere in quella di ferro.

Bruciacchiati, croccanti, piccanti: sono le tre caratteristiche fondamentali degli spaghetti all’assassina, un altro dei piatti tipici della città di Bari.

La storia degli Spaghetti all’Assassina appare recente, a Bari già conosciuta col nome di “Spaghetti bruciati” e nata forse come piatto di recupero della domenica.

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Cosa fare a Bari?

teatro margherita a bari

Negli ultimi anni, i cambiamenti urbanistici hanno portato a una rivalutazione degli eleganti quartieri Murattino e Umbertino, dell’affascinante città vecchia di Bari e della bellezza del lungomare. Un lifting in linea con le tendenze. Bari è l’unica destinazione italiana elencata tra le migliori destinazioni europee nella classifica “Best of Europe 2019” di Lonely Planet. È la prima città pugliese per pernottamenti e la quarta per soggiorni, anche grazie a 16 nuovi voli nel 2018 e altri sei nel 2019, che hanno incrementato il numero di visitatori internazionali. Situata sul mare Adriatico, la città offre gite nei fine settimana e una serie di eventi organizzati dal Movimento Turismo del Vino, Buonaterra ed Eventi d’autore durante tutto l’anno che vi faranno viaggiare da soli. Ma cosa vale la pena vedere a Bari?

mare piatto sul lungomare di bari

Bari Vecchia
Il centro antico si trova a Bari Vecchia, dove gli edifici in tufo sorgono in un dedalo di vicoli. Si affaccia su Piazza Merciantile, l’antico centro commerciale e amministrativo della città, le cui colonne duecentesche della giustizia, ornate da leoni in pietra e liberate dall’asfalto a lungo soffocante, ora risplendono di una lucentezza chiara. Intorno ad esso si trovano il Palazzo del Sedile, costruito nel 1543 e completato nel XVIII secolo, che ospitava il consiglio della nobiltà locale, e il Palazzo della Dogana, costruito nel XVI secolo. E le numerose trattorie dove si riuniscono i baresi. Vico Sant’Agostino ha anche un ristorante chiamato La Uascezze. È una parola dialettale che significa una mangiata festosa. Sui tavoli all’interno delle antiche mura troverete il capocollo di Martina, la zuppa di ceci all’antica, la braciola al sugo…

La basilica di San Nicola e la cattedrale di San Sabino
Bari Vecchia accoglie antiche chiese. Tra queste, la Basilica di San Nicola, fondata nell’anno Mille, che nella cripta custodisce la tomba del patrono. Nel ricco interno che contrasta con la semplicità degli esterni, stupiscono i soffitti lignei dorati con i dipinti seicenteschi del pittore Carlo Rosa. A cui si aggiungono la Cattedra di Elia, i capitelli medievali, l’altare d’argento. Interessanti anche le vicine Basilica di San Gregorio e la Cattedrale di San Sabino. La prima, la più antica di Bari, è luogo di incontro settimanale per i rumeni ortodossi. Eretta nel XIII secolo, anche la Cattedrale colpisce con il suo bel romanico. È protagonista di un curioso fenomeno. Il 21 giugno alle 17, i fasci di luce che penetrano dal rosone della facciata si proiettano sul mosaico marmoreo del pavimento, fino a combaciare perfettamente.

Bari sotterranea e il Castello Normanno Svevo
La cattedrale è uno degli ingressi al mondo sotterraneo di Bari, un viaggio che porta alla scoperta della sorprendente città sotto le strade e le piazze del mondo di sopra. Saccopo, dove sono visibili i resti del periodo romano e medievale. Tra questi, un bellissimo mosaico policromo commissionato da Timoteo come ex-voto. Le cantine di Bari possono essere visitate attraverso gli Eventi d’autore, accompagnati da un archeologo autorizzato. Poco distante si trova il castello normanno svevo a guardia della penisola di Bari Vecchia: costruito dai Normanni nel XII secolo, fu distrutto nel 1156 ma ricostruito intorno al 1230 per ordine del re Federico II. Oggi ospita mostre e spettacoli e nella sala al piano terra si può visitare la Gipsoteca, un calco in gesso delle sculture dei più famosi monumenti pugliesi, realizzato per l’esposizione provinciale di Roma del 1911. Un passaggio sotterraneo conduce a un insediamento bizantino del X secolo, precedente al castello.

I quartieri murattiano e umbertino
Che Bari sia una città unica lo dimostra il forte contrasto tra la parte antica e quella moderna della città. Il quartiere Murattino, alle spalle di via Vittorio Emanuele II, è la perfetta scacchiera creata durante l’espansione napoleonica della città: passeggiate lungo via Sparano da Bari la via dello shopping. Tra le vetrine di marche famose e gli edifici del dopoguerra fanno capolino splendidi palazzi in stile liberty.

castello svevo a bari

Il quartiere Umbertino, proteso verso il mare, è dominato dallo stile Liberty con il famoso Teatro Petruzzelli. Tuttavia, il Teatro Margherita, da tempo abbandonato, è stato restaurato come sede di mostre ed eventi, mentre il Quasar di Santa Lucia rimane chiuso. Dal novembre dello scorso anno il foyer e, come suggerisce il nome, l’ex biglietteria, è stato riportato in vita.

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La storia di Bari:

Entrata a far parte del dominio romano, nel III secolo a.C. come municipium, Barium si sviluppò in seguito alla costruzione della via Traiana. Era dotata di un poderoso castello, una zecca, un pantheon per le proprie divinità pagane e molto probabilmente di un teatro (come si ricava da un’epigrafe di un liberto rinvenuta nel succorpo della Cattedrale, ma di cui non sono emerse evidenze archeologiche).

Dal IV secolo, fu sede episcopale (era nota come ecclesia varina, come si legge in una dedica su pavimento di un’aula della chiesa paleocristiana al di sotto dell’attuale Cattedrale) e dopo la caduta dell’Impero Romano fu contesa tra Longobardi e Bizantini (l’attuale struttura della “città vecchia” risale a quest’epoca, e si articola intorno alla corte del Catapano).

Successivamente fu in mano degli Arabi (dall’847 all’871 fu sede di un emirato) e quindi dei duchi longobardi di Benevento. Nell’875 tornò ai Bizantini che la crearono capitale del thema di Langobardia, comprendente l’Apulia e la Calabria.

Liberata, dopo sei mesi di assedio dei Saraceni, dalla flotta veneziana, nel 1002 si ribellò sotto la guida di Melo di Bari (nobile barese) al governo fiscale del catapano bizantino, riuscendo nel 1018 ad ottenere la propria autonomia.

Ultimo possedimento bizantino in Italia, nel 1068, la città di Bari fu assediata dai normanni, che la strapparono ai bizantini nel 1071, e nel 1087 vi furono portate le spoglie di san Nicola di Myra. Tra il XII e il XIV secolo fu porto di partenza per le Crociate.

basilica di san nicola a bari

Nel 1098 nella cripta della nuova basilica di san Nicola, si riunì il concilio presieduto da papa Urbano II, al quale intervennero oltre 180 vescovi riunitisi per discutere di problemi dogmatici inerenti ai rapporti tra la Chiesa ortodossa e Chiesa Romana all’indomani del Grande Scisma.

Distrutta da Guglielmo il Malo nel 1156, tornò a rifiorire in epoca sveva, intorno al castello fatto erigere da Federico II su preesistenti fortificazioni normanne, fatto commemorato da una Stauferstele.

Un lungo periodo di decadenza (dovuta soprattutto alla politica vessatoria dei governi dominatori) caratterizzò la città sotto le dominazioni di Alduino Filangieri di Candida, Maestro della Regia Corte e Giustiziere di Bari dal 1284, e quelle angioina, aragonese e spagnola, interrotto dallo splendore sotto gli Sforza, con le duchesse Isabella d’Aragona e Bona Sforza. Bari subì anche la dominazione veneziana, grazie alla quale si ebbe l’ampliamento del porto e un periodo molto florido, favorito anche dal commercio di prodotti dell’entroterra, molto richiesti sui mercati esteri. Nel 1556 la principessa Bona Sforza D’Aragona, dal 1518 seconda moglie del re di Polonia Sigismondo I il Vecchio, lasciò la Polonia stabilendosi a Bari di cui aveva ereditato il principato. Bona Sforza morì nel 1557.

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Perché visitare Bari?

Precedentemente considerata solo come un porto freddo e operaio, l’accogliente Bari oggi è pervasa da un’energia e una carica nuove.

Unica meta italiana tra le migliori destinazioni europee nella classifica di Lonely Planet, si è guadagnata il titolo di prima città della Puglia per numero di pernottamenti. Grazie ai cambiamenti urbanistici che hanno restituito bellezza alla parte antica e moderna, Bari riserva sorprese. Tra cattedrali, teatri e buona cucina

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