BARI

“Se Parigi avesse il mare sarebbe una piccola Bari“

Unica meta italiana tra le migliori destinazioni europee nella classifica di Lonely Planet, si è guadagnata il titolo di prima città della Puglia per numero di pernottamenti. Grazie ai cambiamenti urbanistici che hanno restituito bellezza alla parte antica e moderna, Bari riserva sorprese. Tra cattedrali, teatri e buona cucina

Bari in dialetto barese; fino al 1931 Bari delle Puglie è un comune italiano di 316 140 abitanti, capoluogo della regione Puglia e dell’omonima città metropolitana.

È nota anche per essere la città nella quale riposano le reliquie di San Nicola. Tale condizione ha reso Bari e la sua basilica uno dei centri prediletti dalla Chiesa ortodossa in Occidente e anche un importante centro di comunicazione interconfessionale tra l’Ortodossia e il Cattolicesimo.

Bari ha una solida tradizione mercantile-imprenditoriale e da sempre è punto nevralgico nell’ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con il Medio Oriente. Il suo porto è il maggiore scalo passeggeri italiano del mare Adriatico. Dal 1930 si tiene a Bari la Fiera del Levante, tra le principali esposizioni fieristiche d’Italia.

Trascurata dai turisti che transitano per imbarcarsi nel suo attivo porto, Bari riserva sorprese a chi la guarda con attenzione. Negli ultimi anni la città è stata rivisitata da cambiamenti urbanistici che hanno restituito bellezza agli eleganti quartieri murattiano e umbertino, alla seducente Bari vecchia, al lungomare. Un lifting che sta invertendo le tendenze. Bari è inserita, unica meta italiana, tra le migliori destinazioni europee nella classifica Best in Europe 2019 di Lonely Planet. E si è guadagnata il titolo di prima città della Puglia per numero di pernottamenti e la quarta per numero di presenze. Anche grazie all’aumento dei visitatori stranieri, facilitati da ben 16 nuovi voli attivati nel 2018, a cui si aggiungono altri 6 nel 2019. Adagiata sull’Adriatico, invita al viaggio approfittando di un weekend e dei tanti eventi organizzati dal Movimento Turismo del Vino, da Buonaterra e da Eventi d’autore che si succedono nel corso dell’anno. Ma cosa vedere a Bari?

Bari Vecchia
Il cuore antico della città batte nella Bari Vecchia, dedalo di tortuose stradine colme di edifici in tufo. Si apre nella piazza Mercantile, da sempre il centro delle attività commerciali e amministrative. Oggi brilla chiara, libera dall’asfalto che per lungo tempo l’ha soffocata, con la colonna della giustizia del XIII secolo ornata dal leone in pietra. All’intorno, il Palazzo del Sedile, antica sede del Consiglio della nobiltà locale costruito nel 1543 e completato nel XVIII secolo, il Palazzo della Dogana del XVI secolo. E numerose trattorie che la rendono punto di ritrovo per i baresi. Non lontano, in Vico Sant’Agostino, anche il buon indirizzo di La Uascezze, parola dialettale che indica una mangiata festosa, uno stato d’animo giocoso. Sulle tavole tra le vecchie mura arrivano il capocollo di Martina affumicato nel trullo, la zuppa di cicerchie fatta come un tempo, le braciole al sugo .

La basilica di San Nicola e la cattedrale di San Sabino
Bari Vecchia accoglie antiche chiese. Tra queste, la Basilica di San Nicola, fondata nell’anno Mille, che nella cripta custodisce la tomba del patrono. Nel ricco interno che contrasta con la semplicità degli esterni, stupiscono i soffitti lignei dorati con i dipinti seicenteschi del pittore Carlo Rosa. A cui si aggiungono la Cattedra di Elia, i capitelli medievali, l’altare d’argento. Interessanti anche le vicine Basilica di San Gregorio e la Cattedrale di San Sabino. La prima, la più antica di Bari, è luogo di incontro settimanale per i rumeni ortodossi. Eretta nel XIII secolo, anche la Cattedrale colpisce con il suo bel romanico. È protagonista di un curioso fenomeno. Il 21 giugno alle 17, i fasci di luce che penetrano dal rosone della facciata si proiettano sul mosaico marmoreo del pavimento, fino a combaciare perfettamente.

Bari sotterranea e il Castello Normanno Svevo
La Cattedrale è uno dei punti di accesso alla Bari sotterranea, viaggio che rivela una città sorprendente sotto le vie e le piazze del mondo di sopra. Nel suo Succorpo si rivelano resti che risalgono all’età romana e al Medioevo. Tra questi, il bel mosaico policromo voluto come ex voto da Timoteo. La Bari sotterranea si visita con archeologi accreditati, con gli itinerari di Eventi d’autore. Non lontano, il Castello Normanno Svevo, posto a difesa della penisola di Bari Vecchia. Edificato dai Normanni nel XII secolo, distrutto nel 1156, fu restaurato per volere di Federico II attorno al 1230. Oggi ospita rassegne e mostre. Nelle sale al piano terra si visita la Gipsoteca, con le riproduzioni in gesso delle sculture dei più famosi monumenti pugliesi. Furono realizzati per l’Esposizione Regionale di Roma del 1911. Scendendo, il percorso di Bari sotterranea rivela l’antico abitato bizantino del X secolo, preesistente al castello.

I quartieri murattiano e umbertino
Che Bari sia una città singolare lo dimostra il forte contrasto tra la parte antica e quella moderna. Il quartiere murattiano, al di là di Corso Vittorio Emanuele II, è una perfetta scacchiera nata con l’espansione urbana del periodo napoleonico. Invita al passeggio via Sparano da Bari, trasformata da poco più di un anno nel salotto buono dello shopping. Tra le vetrine dei grandi brand e gli edifici del dopo guerra, fanno capolino bei palazzi liberty. In uno, ecco le quattro accoglienti stanze di Four rooms. Due hanno terrazzini affacciati sulla via. A pochi passi si entra volentieri di Stammibene, divertente ristobottega dove fare acquisti di golosità pugliesi. O assaggiare le tagliatelle di grano arso con rana pescatrice e datterini, e il dentice su estratto di carota e salicornia. Mentre, verso la città storica, su Corso Vittorio c’è Biancofiore, affollato ristorante che propone i famosi crudi di Bari. In menu, i crostacei sfilettati, il polpo, i cavatelli con gamberi rossi e pistacchio di Bronte.

Il liberty domina invece nel quartiere umbertino, che si protende verso il mare, con il famoso teatro Petruzzelli. Ma anche il teatro Margherita, a lungo abbandonato e oggi recuperato come sede di mostre e eventi, il Kursaal Santa Lucia, ancora chiuso. Da novembre scorso, è tornato a animarsi con La Biglietteria, bistrot e lounge bar nel foyer e, come indica il nome, nell’ex biglietteria. Grazie ai nuovi proprietari, cinque baresi tra i 30 e 40 anni, il restauro ha conservato la pavimentazione originale e le porte dell’architetto Paolo Portoghesi. Cambiati invece gli arredi e la ristorazione, con cocktail a innaffiare le tradizionali orecchiette e club sandwich.

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