Valle D’itria

La Valle d’Itria è una porzione di territorio della Puglia centrale a cavallo tra la città metropolitana di Bari e le province di Brindisi e di Taranto. Il suo territorio coincide con la parte meridionale dell’altopiano delle Murge: in senso stretto è la depressione carsica che si estende tra gli abitati di Locorotondo, Cisternino e Martina Franca. La principale peculiarità della valle sono i trulli, tipiche ed esclusive abitazioni in pietra a forma di cono, le masserie e il paesaggio rurale in genere caratterizzato dall’elevato uso della pietra locale utilizzata per costruire muri a secco e dal terreno di colore rosso acceso, tipico della Puglia meridionale.

Dove si trova la Valle D’itria?

La Valle d’Itria coincide con la parte meridionale dell’altopiano delle Murge. Nota anche come “Valle dei Trulli”, si estende tra le province di Bari, Taranto e Brindisi e, oltre ai comuni di Locorotondo, Martina Franca e Cisternino, piccole porzioni della Valle d’Itria ricadono anche nei comuni di Alberobello, Ostuni, Carovigno, Fasano e Ceglie Messapica. Martina Franca è il comune con la massima altitudine (431 metri slm) e maggiormente popolato (circa 50 000 ab.) della Valle d’Itria, Il capoluogo di provincia più vicino e meglio collegato è Taranto, distante non più di 45 chilometri da ogni comune.

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Cosa Vedere in Valle D’itria?

collage puglia valle d itria

Ci sono aree boschive e macchia mediterranea, punteggiate da numerosi vigneti che producono vini bianchi, come il Locorotondo DOC e il Martina Franca DOC. Non mancano gli uliveti con alberi secolari da cui si produce olio extravergine d’oliva e le aree naturali protette come il Bosco delle Pianelle di Martina Franca e la Selva di Fasano.

La fauna comprende volpi, ricci, pettirossi e talvolta falchi e vari rapaci notturni (gufi, civette, assioli e barbagianni). Sono presenti anche cinghiali, istrici, gatti selvatici, scoiattoli e cervi selvatici. Sono presenti molte specie di uccelli migratori, tra cui cicogne, gru, germani reali, storni e tordi, questi ultimi molto abbondanti sul monte Castel Pagano, sulla strada tra Cisternino e Martina Franca.

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Cosa fare in Valle D’itria?

Che si tratti del bianco degli edifici o della vegetazione che li incornicia, ogni città e villaggio della valle ha un’atmosfera magica, quasi fiabesca. Nel cuore della Valle d’Itria, Alberobello è una meta imperdibile, con i suoi trulli, dichiarati patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1996.

La storia della Valle D’itria:

Lungo la valle sono sopravvissuti diversi insediamenti rupestri altomedievali (V-X secolo). L’area attraversò un periodo di guerre, instabilità politica ed economica e fu ripetutamente attaccata dagli stranieri (prima dai Goti, poi dai Longobardi e dai Saraceni). Questo periodo fu politicamente difficile poiché il Regno longobardo, con capitale a Benevento, si confrontava con l’Impero bizantino e Bari faceva parte degli Emirati Arabi dall’883. Tradizionalmente, le rovine di Egnazia sono attribuite alle incursioni gotiche, l’ultima delle quali durò dal X al XV secolo, durante il quale fu scoperto l’ultimo vasellame. Nei secoli successivi, diverse famiglie si stabilirono sporadicamente nelle tombe a camera, che vennero poi riedificate e ampliate.

In seguito, quando la popolazione si è concentrata a Monopoli e Fasano, il fenomeno si è attenuato. Egnazia fu lentamente distrutta e poi utilizzata esclusivamente come cava per estrarre materiali da costruzione da riutilizzare nella costruzione delle città sopra citate. Nei dintorni di Celle Messapica, Ostuni e Villa Castelli sono ancora visibili i resti dei Limes Bizantini (detti palatini greci), oltre a numerose specchie, torri di avvistamento e fortificazioni a difesa del territorio.

Il periodo di noia durò fino al V secolo d.C., quando un piccolo gruppo di bizantini, minacciato dall’anfiteatro di Taranto e dalle orde gotiche che avevano invaso la costa adriatica, e risparmiato da massacri, razzie e peste, si rifugiò nell’impenetrabile ma sicura Murgia. Forse fu allora che i rifugiati furono costretti ad adattarsi a una nuova vita, agraria piuttosto che urbana, coltivando lentamente la nuova realtà economica, creando il nucleo della prima comunità agraria e, con pochi soldi, molta costanza e fatica, ponendo le basi per la formazione della civiltà contadina caratteristica di Murgia.

La dominazione dei Longobardi (VI-VII secolo) consolida il nucleo agrario primitivo e, intorno all’VIII-IX secolo, su questo sistema organizzativo molto chiuso si innesta l’ondata culturale innovativa del monachesimo Basialiano. Quest’ultimo ha portato un certo rinnovamento culturale e religioso attraverso nuove tecnologie agrarie alle comunità statiche della Valle dell’Itria. L’ondata di innovazioni orientali migliorò lo stile di vita degli abitanti della Murgia, stimolò l’agricoltura e l’allevamento del bestiame, soprattutto attraverso la creazione della prima masseria, e favorì gli scambi economici e i collegamenti di comunicazione. In questo periodo Brindisi, Bari e Taranto furono distrutte e molti abitanti della costa si rifugiarono nei boschi della Murgia. Questo afflusso di popolazione fece rivivere gli insediamenti più antichi e ne creò di nuovi, da cui nacquero i primi Casali (insediamenti) nei secoli successivi.

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Perché visitare la Valle D’itria?

Oggi la Valle d’Itria è una delle destinazioni turistiche più popolari d’Italia. Questa parte di Murgia dei Trulli è diventata un’importante destinazione turistica internazionale grazie alle sue bellezze naturali, architettoniche e paesaggistiche. Per questo motivo offre un’ampia gamma di strutture ricettive e gastronomiche e ospita numerosi eventi durante tutto l’anno. Le principali attrazioni turistiche includono.

– Il centro storico è caratterizzato da vicoli intricati, strade pavimentate con i tipici cianche, case imbiancate a calce, caratteristici balconi floreali, chiese e monumenti di epoche diverse.

– Masserie

– Piatti e vini tipici della regione. I cibi tipici di tutta la regione includono taralli, frittelle, olive, focacce, pettole e panzerotti. La carne della Valle d’Itria è molto conosciuta e apprezzata, con Gnummareddi, il Capocollo di Martina Franca e le Bombette di carne di maiali allevati nei boschi della valle d’Itria, caratteristiche della zona. I vini DOC sono il Martina Franca e il Locorotondo;
– Le aree naturali e boschive

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